Ci sono tanti momenti delicati in aula, ma il primo di tutti sono i primi 30 minuti.
È qui che ci giochiamo tutta l’attenzione successiva dei partecipanti e la percezione che loro avranno della nostra competenza riguardo al tema specifico trattato, ed inoltre è nostro il compito di creare la giusta atmosfera affinché sia stimolato il dibattito, il confronto basato sugli interventi dei partecipanti stessi.
Come si fa?
Io personalmente avvio l’incontro salutando e dando il buongiorno con un largo sorriso accompagnando il mio sguardo su ciascuno dei partecipanti.
Se la platea è troppo ampia per catturare lo sguardo di tutti, divido l’aula in settori, e faccio girare lo sguardi in modo che coinvolga TUTTI i partecipanti.
Poi sollecito gli interventi valorizzando la professionalità e le competenze di ciascuno.
Sottolineo che, essendo un corso, nessuna domanda è unitile e che ogni intervento è utile perché mi permette di calibrare il mio discorso solo su argomenti di loro esclusivo interesse, mentre dico queste parole, curo la postura e il mio atteggiamento: che deve essere morbido, no le mani in tasca, tengo le spalle ben dritte, la testa alta, e le gambe non rigide, leggermente piegate, mi muovo lentamente, cerco di utilizzare al meglio lo spazio a mia disposizione.
L’atteggiamento e i movimenti del corpo sono indispensabili per abbattere le barriere della timidezza, per sciogliere l’aula e iniziare così l’incontro in modo interattivo.
È essenziale creare partecipazione, perché il dibattito offre spunto di riflessione e costituisce la base di partenza per costruire nuove competenze.
Quindi riuscire a soddisfare i desideri e le esigenze di chi, sta investendo il Suo tempo prezioso per stare con noi in aula, che noi formatori dobbiamo considerare assolutamente prezioso, ed impegnarci quindi a non sprecarlo.


