Osservando le persone nei diversi contesti di vita mi sono resa conto di una cosa molto importante. Non sempre riusciamo a capire il perché non siamo accettati all’interno di un gruppo. A volte pensiamo di non aver commesso errori, eppure, troviamo una sorta di gelo che non ci aspettiamo.Forse, a volte, ci dimentichiamo del fatto che ogni gesto, movimento ed espressione comunicano qualcosa di noi agli altri. Tutta la comunicazione non verbale fornisce ulteriori informazioni su di noi. Rivela i nostri pensieri più nascosti, purtroppo a volte, anche intenzioni che in realtà non pensiamo. Questo perché la comunicazione non verbale non ha un codice univoco, ma il suo significato è codificato sulla base delle esperienze soggettive. Pertanto, un gesto da me compiuto in modo innocente senza nessun fine comunicativo, può invece generare tensione. È come il battito di ali di una farfalla, che può creare grandi stravolgimenti dall’altra parte del mondo!
Una persona mi ha chiesto:”Non riesco a trovare amici. Mi sono trasferito oramai da due anni ma non ho stretto nessun rapporto di amicizia. La colpa è degli altri che non mi lasciano spazio”.
Ma, per inserirsi in un gruppo nuovo si deve fare attenzione prima di tutto a come il gruppo comunica al suo interno. Gli ho suggerito di fare attenzione a quali sono gli atteggiamenti che vengono premiati e quali invece, vengono considerati “negativi, antipatici, di chiusura”.
Può sembrare un consiglio banale, ma in realtà, noi permettiamo agli altri di avvicinarsi solo e quando ci sentiamo in sintonia in qualche modo. Ecco, io credo che la chiave per aprire le porte della solitudine sia proprio quella di cercare di capire come può avvenire il contatto, una volta individuato il punto in comune, lavorare su quello.


