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Una lettrice di questo Blog mi ha rivolto una domanda molto interessante che riguarda l’interpretazione del linguaggio del corpo, vorrei parlarne con voi, per aiutare insieme la nostra amica.
Vi riporto il testo intrigarle, ovviamente ho cancellato il nome per proteggere la sua privacy.

Gentile Dott.ssa Patrizia Marzola,
ho un problema sentimentale che vorrei risolvere; spero che Lei abbia tempo per rispondermi.
Conosco un ragazzo da 6 anni, ma solo negli ultimi 2 siamo diventati molto amici.Siamo complici (ci capiamo solo guardandoci negli occhi, uno finisce la frase ). Capiamo quando l’ altro cambia umore e stati d’ animo. I segnali che lui mi manda sono questi:
1) Si notare alzando il tono della voce, ridendo, scherzando. A volte si allontana dal gruppo di amici per chiacchierare solo con me.
2) Si tocca i capelli e le orecchie, si sfrega il mento e le guance.
3) Quando parlo si spinge un po’ in avanti con il viso, ha un’espressione leggermente sorpresa o interrogativa e annuisce ogni tanto.
4) Seduto si mette rigido con la schiena, si tocca il petto; quando è in piedi tende a mettere le dita nella cintura, la mano su un fianco o poggia una mano nell’ inguine.
5) Si siede spesso vicino a me, con le gambe aperte. Quando parla ha le mani aperte o gioca con qualche oggetto (accendino, telefonino).
6) Mi guarda dalla testa ai piedi e poi si sofferma su un mio particolare (seno o labbra) facendomelo notare.
7) Quando siamo parlando in piedi tende a toccarmi il braccio.

» Io le ho risposto così.

I segnali del corpo che questo ragazzo mostra in sua presenza sono la manifestazione palese di uno stato d’animo che esprime apertura e naturalezza, quindi può presumere che lui si senta a suo agio quando sta con lei, i suoi movimenti se sono fluidi e naturali esprimono un comportamento naturale nato dalla relazione di fiducia creatasi fra voi due.

Però non posso dirle se lui prova un sentimento di amore nei suoi confronti.
I segnali del linguaggio del corpo prendono vita dal presente dell’interazione, pertanto più una persona si sente a suo agio con l’interlocutore tanto maggiori saranno i segnali di apertura che il corpo invia.

Ma per conoscere i veri sentimenti che questo ragazzo prova per lei è solo l’interazione verbale che potranno portarli allo scoperto, fin tanto che lei o questo ragazzo non esplicitate ciò ce provate l’un per l’altro, per lei potrebbe essere un infinito filo si supposizioni senza arrivare mai ad una vera interpretazione.

Se lei prova un sentimento nei confronti di questo ragazzo, visto che siete così in sintonia, provi a spezzare la catena di pensieri con un’azione diretta, come ad esempio invitarlo fuori a bere qualcosa, e in questo clima disteso chiedergli cosa prova per lei, oppure si dichiari lei.
Non tema di rompere  la vostra amicizia visto che avete un rapporto basato sulla fiducia.

Voi cosa ne pensate? Qual è il vostro punto di vista?

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3 Responses to “Interpretare il linguaggio del corpo in amore”

  1. Irene

    Gentile Dott.ssa Patrizia Marzola,
    io ho un problema simile, conosco un ragazzo, ma da poco tempo, circa sei mesi. Siamo diventati subito amici, ci siamo notati dal primo giorno, anche se eravamo in compagnia. Comunque, la prima volta ci siamo parlati da conoscenti, la seconda volta lui mi ha messo il braccio attorno al collo e, giocando e scherzando ci siamo avvicinati perecchio. Fatto sta che quando mi ha messo il braccio attorno al collo ho frainteso probabilmente, perché lui non ci ha più riprovato (chissà quale espressione avrò fatto..), e non ci siamo mai più ritrovati così vicini. Tuttavia, siamo sempre uno di fianco all’altro quando usciamo in gruppo, lui è carino con me,chiacchieriamo attraverso il computer, ma di persona (anche perché siamo molto timidi entrambi) non riusciamo a salutarci del tutto o a chiederci come va, tranne che dopo molto tempo e se siamo in compagnia. Ci vediamo tutti i giorni e a volte non ci salutiamo neanche. Non vorrei illudermi troppo, al pensiero che lui possa essere interessato a me, però ha degli atteggiamenti che io trovo un po’ contradittori, ovvero:
    - mi guarda dalla testa ai piedi, non solo il corpo, ma anche in modo intenso negli occhi.
    - si mette di fianco a me quando usciamo, anche se non sempre.
    - quando parliamo di persona, scherza, chiacchiera (anche se non è molto locuace) mettendosi le mani in tasca e alzando le spalle.
    Altri atteggiamenti possono essere:
    - ha delle espresioni facciali mentre parla buffissime.
    - è molto ironico.
    - molte volte parla con le mani in tasca e alza le spalle.
    - è sempre molto cortese e mi aiuta ad esempio a farmi spazio tra la folla.
    - mi offre il suo bicchiere x bere (ma in realtà lo offre prima a me poi agli altri, quindi non saprei come considerarlo.)
    Li trovo contradittori, perché dipende dai giorni anche, a volte sembra quasi gli sia proprio non gli interessi.
    Comunque all’incirca i comportamenti sono questi. Non so cosa fare. Io sono molto timida, e credo che la prima mossa non spetti a me, che se deve succedere qualcosa, e se gli interessassi sarebbe lui a farsi avanti e non io. Ma in realtà anche lui è timido e me lo ha detto. Quindi aspetto una sua risposta, al più presto per capire cosa ne pensa della questione. Grazie

  2. nik

    Gent.ma dott.ssa , mi perdoni ma dissento dal suo pensiero per più d un motivo:ho la presunzione d credere ke il ragazzo in questione mostri netti cenni d interesse,ma da qui a parlare d sentimenti ce ne passa.Io oserei dire ke traspaiono i presupposti,tt lì.poi vivrò in modo anacronistico, ma una donna sa, lo percepisce a pelle se è il caso o meno d condire il tt con un tocco d malizia eee…lasciar così ke sia lui ad aprirsi!e siccome la nostra amica ha dimostrato un interesse più ke deciso,vedi come ha studiato ogni attegiamento,avrà gioco facile…no trova?

  3. patrizia

    Come ho detto in diversi altri articoli credo che il linguaggio del corpo, da solo, non possa desumere le motivazioni sottostanti di ogni singolo comportamento o atteggiamento, ci devono essere per forza altre conferme.

    Irene, ad esempio, dice una cosa molto importante: entrambi sono timidi, se nessuno fa la prima mossa, non possiamo aspettarci che il nostro corpo faccia tutto da se!
    Nel senso che, non è possibile leggere nella mente dell’altro, il linguaggio del corpo permette di fare delle ipotesi, ma che devono essere avvalorate da parole ed azioni.

    L’esperienza mi insegna che la timidezza può bloccare, spesso si tende a lasciare al caso gli eventi, ma, se nessuno fa un passo, allora cosa si fa? Si aspetta? Cosa? Non è forse vero che il desiderare fortemente un obiettivo, aiuta ad attivare risorse personali, come ad esempio il coraggio che si pensa di non avere?
    Una cosa è certa: per ottenere ciò che si vuole si deve agire, aspettare che gli eventi accadano da soli potrebbe rivelarsi un’attesa lunga, snervante che potrebbe non portare da nessuna parte.

    Io mi rendo conto che il desiderio di noi esseri umani è cercare risposte, segnali che possano mettere ordine nel caos di atteggiamenti e comportamenti, ma rimane comunque il fatto che non si legge nel pensiero e l’interpretazione del linguaggio del corpo non sempre si rivela esatta, proprio perché chi la “FA” e chi la “interpreta” sono due identità diverse, ognuna delle quali interpreta il mondo in base alle proprie specifiche esperienze.
    Ecco perché non possiamo delegare tutte le responsabilità, per la scelta delle nostre azioni, alla nostra interpretazione del linguaggio del corpo.

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