Il tema della bellezza mi ha sempre affascinato.
Ho voluto capire se la bellezza è meramente un fattore soggettivo invece, ci sono dei canoni, dei valori di riferimento che condizionano tale giudizio.
Altrimenti come spiegarsi che taglie più forti degli anni 50 o 60 giudicate all’epoca super attraenti oggi, nel 2008 sarebbero considerate eccessive.
Così girovagando nelle librerie come il mio solito, essendo io un animale molto curioso, ho trovato un libro interessante, ad attirare la mia attenzione è stato proprio il titolo “Psicologia della Bellezza”, titolo presuntuoso giudicato così dagli autori stessi (Marco Costa e Leonardo Corazza; Edizione Giunti). Così l’ho preso.
Incuriosita da domande quali: i giudici delle giurie dei concorsi bellezza su cosa basano il loro giudizio? È viziato, condizionato da stereotipi culturali? Soggettivi? Cosa fa sì che loro possano essere eletti a giudici di bellezza?
Magari se facessi questa domande alle Miss dei concorsi di tutto il mondo avrei risposte diverse, magari non tutte carine!
Cosa è bello? Cosa affascina? Quali regole di bellezza? La bellezza può essere studiata da un punto di vista scientifico se dipende da gusti individuali e dalla cultura di riferimento?
Invece, già da diversi anni la psicologia sperimentale (è questo il tema del libro) ha studiato l’attrazione fisica. Le espressioni del viso, la conformazione di occhi, labbra, naso, lo sguardo e altri aspetti del corpo umano.
Ha individuato alcuni parametri smentendo così il mito “E’ bello ciò che piace”.
La psicologia sperimentale ha dimostrato, mediante studi che, le persone concordano largamente nel giudizio sulla bellezza di volti e persone.
Hanno anche visto che c’è concordanza anche tra persone di culture diverse. Mettendo così, definitivamente in crisi che la bellezza sia di dominio esclusivo della soggettività.
La bellezza è un concetto molto ampio che non si esaurisce con quella fisica, corporea ma che abbraccia tutti i campi dell’estetica.
Questo libro stuzzica la curiosità perché tratta in particolare la bellezza fisica: figura umana nel suo insieme, il volto, la parte del corpo più esposta al giudizio e più legata alle capacità espressive di ciascuno.
Gli autori non parlano di bellezza “giovanile” né di quella delle persone attraenti. Ma riguarda atteggiamenti e comportamenti del prendersi cura di se stessi. E degli effetti che essi hanno un effetto psicologico (ad esempio): i belli vengono identificati come persone buone, a dispetto dei cattivi meno piacevoli dal punto vista estetico.
È interessante capire gli effetti delle nostre valutazioni personali sui nostri giudizi. Gli autori mostrano come questi errori di giudizio operano in modo inconsapevole. Sostengono che la bellezza sta alla base di molte scelte quotidiane , influenza decisioni e comportamento soprattutto quando non si hanno informazioni supplementari, e quindi, dobbiamo prendere decisioni senza conoscere la storia che sta dietro all’apparenza delle persone.


