Nello scorso articolo ho iniziato a parlare di tutti quei segnali che noi lanciamo, più o meno, involontariamente, ma che risultano negativi alla costituzione di una efficace relazione comunicativa. Oltre ai segnali di chiusura quali altri messaggi lanciamo ?
Segnali di aggressività. Come un podista ai blocchi di partenza, il nostro corpo quando si sente minacciato è pronto a scattare in avanti, in direzione dell’oggetto minaccioso. A volte, tendiamo a irrigidirci, soprattutto se siamo in un contesto nuovo, con gente sconosciuta. Se poi abbiamo una personalità diffidente, tendiamo più facilmente ad assumere queste posture di “attacco”. Così facendo colpiamo in senso negativo chi interagisce con noi in quel momento. Pertanto questo atteggiamento di difesa/attacco ci si ritorce contro perché allontana la gente da noi. Una mia cara amica è sempre sulla difensiva, sempre pronta ad attaccare, lei sostiene che nella vita la miglior difesa è l’attacco. Ma questa sua filosofia di vita l’ha resa sola. Permette a poche persone di avvicinarsi a tal punto da stringere un’amicizia, la sensazione che infonde è di timore. Il suo atteggiamento autoritario rende diffidente chi la circonda. Potete immaginare come la gente la descrive?
Segnali di disinteresse o svogliatezza. Se se il nostro obiettivo è far innervosire o indispettire il nostro interlocutore possimao metterci difronte a lui, ma non guardarlo,magari sbuffando, e stando mollemente appoggiati sulle gambe. A volte assumiamo questi movimenti ed espressioni perché siamo davvero stanchi o annoiati, oppure, semplicemente ci stiamo rilassando. Ma il nostro interlocutore che idea si farà di noi? Un controllo attento delle nostre posture impedirà spiacevoli fraintendimenti.
Segnali che generano compassione e commiserazione. Quante volte sul nostro cammino abbiamo incontrato persone che, per ottenere qualcosa, cercano di suscitare in noi sentimenti di compassione. Questi atteggiamenti che mirano a infondere senso di colpa negli altri, sono assolutamente deleteri, al fine di sviluppare rapporti interpersonali fondati sulla lealtà e sulla fiducia.
Segnali di presunzione. Non c’è niente di più fastidioso che parlare con qualcuno che mostra atteggiamenti di superiorità, come nelle foto qui a fianco. La supponenza crea negli altri una reazione di antipatia che, chiude la volontà di proseguire l’interazione. È come sbattere una porta in faccia con tale forza e veemenza da far cadere la maniglia.


