Avete mai parlato in radio? Avete mai provato l’emozione di un intervista in diretta in radio?
Io si. Proprio oggi. Un’esperienze incredibile. Soprattutto l’importanza che ha avuto per me questo avvenimento. Definiamolo come un parere chiesto all’esperto. Così dalle mie parole, dal mio discorso doveva emergere: competenza, professionalità, serietà ma anche semplicità e chiarezza.
Uao! Un compito non facile credetemi. Ho dovuto puntare solo ed esclusivamente sulle caratteristiche paraverbali della comunicazione.
Dovevo usare un volume adatto: ne troppo basso ne troppo alto. Le parole da me scelte erano dosate nella loro intensità, l’enfasi sul suono giusto, e le dovevo scandire in modo chiaro, e l’unico modo per farlo è modulare la velocità di espressione. Più è rapido l’eloquio, meno risulta chiara la comprensione.
Ma, altro compito non facile è mascherare l’emozione provata. È difficile non essere emozionati per un evento così importante. Si certo, sono abituata a parlare in pubblico, ma quello è tutta un’altra cosa. Perché se una parola fallisce o un suono è confuso, la comunicazione non verbale mi sostiene subito. Un movimento del braccio mi aiuta a dare enfasi ad una parola, spostarmi sul palco mi permette di attirare l’attenzione ….. insomma gli esempi sono infiniti.
Ma per radio ci sono altre difficoltà. Posso contare solo sulla mia voce.
So che sembra facile, soprattutto per chi è abituato a parlare in radio, ma per chi, come me, è solo un evento straordinario, è tutta un’altra musica!
Ecco cosa ho fatto io per preparami, magari a qualcuno di voi possono servire questi suggerimenti, ma, invito tutti ad aggiungere suggerimenti per chi deve cimentarsi nel fantastico mondo della radio.
Prima di tutto, mi sono preparata bene l’argomento, perché non ci sono storie, se non si sa cosa dire, non serve a niente modellare il suono della voce! Il discorso perde d’interesse perché privo di contenuti di qualità.
Poi l’ho ripetuto a voce alta, a ruota libera, non solo per provare l’effetto della mia voce, ma soprattutto per sentirmi più sicura.
Ho cercato di modulare volume e intensità. Facendo attenzione alle parole, sulle quali era giusto mettere più enfasi, per farne risaltare l’importanza. L’enfasi può essere data dall’aumento del volume o della velocità, oppure far seguire una pausa prima di pronunciare quella parola. Oppure dire una frase e poi fare una breve pausa d’effetto. Questo serve per sottolinearne l’importanza.
E poi lasciarsi andare.
È normale che l’ansia e l’agitazione si sentano nei primi istanti della conversazione. Ma l’importante è non farsi sopraffare. Rimaniamo sempre concentrati su quanto vogliamo dire, e non sul timore del giudizio altrui. Perché se ci concentriamo solo sulle aspettative degli altri, sul loro giudizio, abbiamo perso la partita. Sicuramente quanto diciamo a qualcuno può non piacere, non tutti i gusti sono uguali.
Però, se siamo sicuri di quanto stiamo dicendo, se ci mettiamo entusiasmo nelle nostre parole possiamo dire di aver fatto un buon lavoro. Ed essere pienamente orgogliosi di noi.


