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Proprio ieri ho avuto la fortuna di tenere un corso ad un gruppo di ragazze davvero speciali.
Il tema era “Orientamento: come affrontare il colloquio di selezione”.Argomento interessante ma soprattutto di vitale importanza per chi deve entrare nel mondo del lavoro.  Abbiamo fatto delle simulazioni di ipotetici incontri di lavoro.

Quando ci prepariamo ad un incontro importante, entrano in gioco diverse variabili che sono di natura “strettamente personale”: il significato che ha per noi, quell’incontro. Se ad esempio ,siamo alla ricerca di un lavoro perché siamo rimasti senza soldi, e dunque quel lavoro ci serve, ecco che aumenta il senso di “urgenza” in quella circostanza.

Quindi, è più probabile che vengano ad interferire nella prestazione personale, emozioni come ansia, agitazione, paura di non farcela. Quando siamo in balia di queste emozioni anche la nostra voce ne risente. Diventa tremula, il volume si abbassa, oppure diventa stridula. Insomma è come se le parole uscissero con una voce che non ci appartiene!
Ma noi, se siamo spronati a dare il meglio di noi stessi, possiamo imparare anche a controllare la qualità della nostra voce.

Per convincere il selezionatore che siamo la persona giusta per lui, dobbiamo mostrare sicurezza sin dal primo contatto, ovvero, quando ci presentiamo e diciamo il nostro nome.
La voce chiara, decisa e squillante. Evitiamo di mettere in mezzo al discorso quei “mmmmmm” ed “emmmmm” tanto fastidiosi, perché interrompono lo scorrere fluido del discorso. Cerchiamo di evitare tremolii ed incertezze vocali. Dosiamo e moduliamo anche la velocità stessa dell’eloquio.
Ad esempio. Il selezionatore ci ha chiesto di raccontargli le nostre esperienze professionali.
Bene, iniziamo. Ma non diciamole tutte in fretta, una dietro l’altra, senza prendere pause.

Dobbiamo lasciargli il tempo di pensare, e anche noi abbiamo bisogno di tempo per pensare con chiarezza e lucidità a quanto vogliamo dire. Le pause di silenzio sono un’ottima arma, se usate con attenzione.  Ad esempio, iniziamo  a raccontare la nostra mansione di impiagata amministrativa, e stiamo raccontando i compiti da noi svolti in quella determinata azienda.
Osserviamo le sue reazioni. Le sue espressioni. Modulate la velocità del vostro eloquio tenendo conto delle sue espressioni di interesse che, di volta in volta, si disegnano sul suo viso.
Ad esempio, se alza le sopracciglia, oppure, se annuisce con il capo. Se vedete questi cenni di assenso, allora continuate a descrivere con maggiori dettagli la vostra esperienza.
Sempre con voce sicura e calma.

Questo controllo consapevole della voce trasmette sicurezza. Non solo all’altro ma anche a voi stessi. Perché, se vi sentiti voi più sicuri, riuscite a cancellare ansia e timori.  Risultato anche più determinati e risoluti. Aumentando così l’attenzione di chi vi sta ascoltando.

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