Voce e carisma
Con il mio lavoro passo molto tempo al telefono. Ascolto sempre con attenzione la voce delle persone, cerco di costruirmi una loro immagine. Il loro carattere, i loro interessi, il loro stato d’animo.
Ci sono voci che esprimono calore e simpatia, sprizzano energia solo dal saluto. Altre voci suonano così “spente” e smorzate che sembra ti vogliano inghiottire nel loro vuoto emotivo. Non una vibrazione del tono, né una scossa di enfasi, non un pizzico di brio.Mi comunicano solo un immenso “niente”. Ma questo “niente”, a me, dice molto più di mille parole. Mi racconta direttamente lo stato d’animo di quel momento preciso, mi apre una finestra sul “cuore” di quella persona, dal volto sconosciuto. Tra me e lei, solo un flebile filo, un qualcosa di intangibile….. Eppure, è come se mi stesse raccontando, attraverso il suono della sua voce, l’inutilità di quella giornata, di quel preciso istante…
Così, la voce è un importante indicatore di indizi, di ciò che pensa l’interlocutore nascosto.
Ad esempio, immaginiamo di chiamare al telefono un potenziale cliente per descrivergli chi siamo e cosa facciamo. Dato l’argomento delicato e, l’importanza del primo contatto è necessario, porre attenzione a tutte le inflessione della sua voce, dal “pronto” al “buon giorno … mi dica pure”.
Perché, già dal tono della voce possiamo capire se, quelle parole, ci stanno dando davvero il via per la nostra presentazione, oppure, ci stanno dicendo: “Muoviti, non m’interessa”.
Quali sono gli indizi?
Intanto, l’enfasi con la quale queste prime parole vengono pronunciate. Poi anche la velocità dell’eloquio, più le parole si susseguono velocemente, più deve essere un segnale per noi di attenzione. Altro indizio sono le esclamazioni, come ad esempio “mmmm, uhmmm, maaaa”, queste possono trarci in inganno perché, riescono ad assumere due significati completamente diversi: testimoniare interesse, dunque, l’interlocutore si sta prendendo del tempo per pensare, oppure, di disinteresse. Per capirlo, basta fare molta attenzione al suono e alle sue qualità: volume, velocità ed intensità.
Se il volume è alto è possibile che esprima disinteresse, perché cerca di interrompere il nostro eloquio. Se invece, il volume delle esclamazioni è basso, è probabile che sia un segnale di interesse e di riflessione.
Troppe volte la fretta e la disattenzione ci fa dimenticare dell’importanza degli elementi paraverbali nell’interazione. A volte, gli scambi comunicativi sono smorzati sul nascere perché, la nostra voce, non rivela il nostro interesse, come in realtà invece, stiamo provando. Oppure, veniamo schivati dai conoscenti perché siamo troppo noiosi. La nostra voce, invece, di tenere acceso la loro attenzione la smorza, con effetto negativo sugli altri. Dando ancora una volta, un’idea di noi che non ci rispecchia.
Tu cosa ne pensi? Ti è mai capitato di incontrare una persona talmente noiosa da spingerti ad evitarla?