Vi è mai capitato di conoscere una persona estremamente eccezionale, ma di esservene accorti dopo molto tempo trascorso insieme?
È incredibile come tratti della nostra personalità e aspetti del nostro carattere possano rimanere nascosti, anche a noi stessi.
Ci sono persone che rinunciano ai loro sogni perché hanno smesso di credere in se stessi. A forza di prendere “porte in faccia” finiscono con l’arrendersi e ancora peggio, smettono di trasmettere le loro passioni e il loro dirompente entusiasmo per la vita.
Ho conosciuto una persona così durante un corso di formazione da me tenuto di recente. Una ragazza gentile e sensibile. Attenta e curiosa, ma quasi timorosa. Era come se impedisse a se stessa di emergere. Parlava poco ma, ogni suo intervento era preciso e puntuale, ed offriva sempre uno spuntoni riflessione ulteriore.
Il volume della sua voce basso, il ritmo lento, scandito da molte pause. Il tono misurato che non trapelava emozioni. Sembrava fosse timida e insicura.
Ma poi è successo qualcosa.
Si è alzata per raccontare una sua esperienza professionale. Si è trasformata. La voce accompagnava la sua passione, che scandiva con sguardi intensi, le sue parole che richiamavano alla mente immagini così reali da trasportare tutti noi nella sua favolosa esperienza.
E con quale veemenza difendeva il suo punto di vista. Schietta, scura di sé e impavida. Ha raccontato come si è gestita in un mondo spietato come quello dello spettacolo, lei che da sola, si è aperta un varco e si è fatta rispettare. Con il suo racconto ha tirato fuori tutta la sua professionalità, tutte le sue emozioni. Se prima, potevamo pensare che lei non fosse dotata di carisma ci siamo ricreduti.
Così le ho chiesto: “Perché non usi di più la tua voce? Cosa ti ha portato a nascondere la tua passione?”.
Risposta: “Le delusioni, lottare continuamente in un mondo dove la meritocrazia non esiste. Ti consumi a tal punto da dimenticare chi sei.”
Ma possiamo permettere alle delusioni di annientare noi stessi? No. Per quanto dura e ardua sia la salita non possiamo dimenticare chi siamo. In questi momenti, è in nostro potere ricordare a noi stessi quali persone siamo e cosa di buono abbiamo fatto.
Ecco questa ragazza ora ha ripreso in mano la sua vita. È una fortuna per noi che lo abbia fatto perché potrà regalarci ancora la sua arte e trasmetterci il suo inestimabile valore.
Ora ha ritrovato la forza, la carica e la fiducia in se stessa. Ha iniziato dalla voce: più alta e più squillante. Per difendere le sue idee si alza, spalle dritte e sguardo fisso davanti a se, ha sconfitto il dolore e la paura.
Questa ragazza ha dimostrato ancora una volta a tutti noi, quanto la consapevolezza dell’uso della comunicazione non verbale possa dare di noi l’immagine che vogliamo dare al mondo: decisione e sicurezza, passioni e idee. Rispettando sempre noi stessi e gli altri.



April 17th, 2010 - 7:01 pm
Sono interessato ad approfondire gli aspetti di trasmissione emozionale tramite la voce, in particolari gli elementi non linguistici della voce. Grazie Roberto
April 19th, 2010 - 6:03 pm
Salve Roberto, la voce ha tantissime sfumature emozionali.
La tristezza: la voce è sommessa, il suono è caldo, il volume è basso, il parlato è quasi un sospiro. Questa modalità comunicativa è simile alla manifestazione dell’insicurezza, se poi ci unisci anche lo sguardo basso e le spalle ricurve.
Tutte le emozioni positive, come allegria o gioia sono caratterizzate dall’esatto contrario: suono acuto e brillante.
La rabbia e l’aggressività sono espresse da diverse sfumature, si può passare da un suono grave/acuto ad uno basso e profondo.
La voce è una parte molto affascinante della comunicazione non verbale proprio perché può parlare, può dare voce alle nostre emozioni, e questo ci da un’importante strumento di comprensione dell’altro, così, prestando attenzione a queste sfumature, possiamo renderci conto di come modulare le nostre parole durante una conversazione.
Troppo spesso purtroppo le persone fanno delle gravi gaffe solo perché non prestano attenzione a questi importanti segnali, l’insensibilità a volte, colpisce nei punti più deboli, ferendo così gli altri.
Un esempio? Un giorno conversando con qualche amico, si avvicina una persona, che io non conoscevo, ad un osservatore attento non sarebbe mai sfuggita una nota inconfondibile di tristezza negli occhi, ma l’amico ignaro, in tutta buona fede fa una domanda odiata da molti: “Hai figli’”, alla risposta “No” l’amico continua a parlare dello stesso argomento, 8di quanto sia bello avere figli, e cose del genere. L’ascoltatore rimasto senza parole, “mugugnava” un suono basso e profondo credo, l’espressione di un profondo dolore interiore, ma l’amico ancora insensibile a queste osservazioni ha continuato fino ad andare a cercarsi la giusta risposta: “Non possiamo avere figli”. L’amico, certo mortificato, si è ritratto nel finalmente tanto desiderato silenzio.
Ma ecco, questo è solo uno dei tantissimi esempi di come l’osservazione del linguaggio del copro possa prevenire inutili disagi e sofferenze!
May 12th, 2010 - 9:23 am
Cara Patrizia, mi permetterei di sottolineare l’importanza della modulazione della voce. E’ appurato che ci sono soggetti che vengono attratti inconsciamente (ammaliati) dal tono della voce soave o grave.
Ciò lo si può sperimentare su se stessi, o altri, ponendosi in posizione ortostatica ben bilanciati, braccia lungo il corpo, gambe leggermente divaricate e ad occhi chiusi. Somministrando al soggetto in questione un tono o l’altro (soave o grave), si noterà come il corpo del soggetto si sbilancerà in avanti (se lo registra come gradevole)o indietro (se lo registra come sgradevole). Chiaramente si dovrà porre attenzione a non interpretare lo sbilanciamento del corpo in avanti o indietro nel momento in cui avviene la respirazione poichè immettendo aria nei polmoni si avrà uno spostamento in avanti, FALSATO per il test, dovuto proprio alla respirazione.
Ciò può essere sperimentato anche somministrando due tipi di melodie musicali, ad esempio Rock e Classica. Vi saluto sperando di aver fatto cosa gradita.