Avete mai provato quel senso di colpa negativo quando, nel tentare di far valere i vostri diritti, in modo educato e rispettoso, vi rispondono con accuse ingiuste, che mortificano l’animo e l’intelligenza?
Soprattutto quando l’intenzione è solo quella di far valere i propri diritti con assertività, non certo con aggressività ne con passività.
Invece la società continua a rifiutare le citriche costruttive, forse è perché le vede come un’accusa troppo diretta alla propria persona invece che all’operato che ha causato tale critica costruttiva?
Io, come essere umano che vive nel sociale, quindi ,non solo come psicologa, cerco sempre di manifestare le mie idee e di far valere i miei diritti sempre rispettando diritti ed opinioni degli altri, non mi permetto mai di elevarmi a giudice, in nessun caso, MAI!
Credo molto nell’atteggiamento assertivo: ovvero una forma mentis che aiuta nella costruzione e costituzione di sane relazioni interpersonali.
Questo stile è l’opposto di un atteggiamento aggressivo:
cioè far valere in modo impositivo le proprie idee e la propria volontà. Sicuramente non è adatto per costruire sane relazioni interpersonali!
Così l’assertività è anche un antidodo al comportamento passivo: cioè quando, ad esempio, si subisce passivamente, un comportamento. Ad esempio un amico che fa sentire in colpa se non gli si concede un passaggio in auto, anche se questo per noi comporta un’ora in più di macchina nel traffico!
Cosa mi è appena successo:
A me è appena successo un fatto spiacevole, non faccio nomi perché in questa sede non sono importanti, ma credo che lo sia il concetto!
Partecipando ad un corso di formazione, in qualità di discente, sono stata molto delusa dai contenuti e dalla trasmissione degli stessi, così, in modo molto educato, ho fatto presente, che non è stato raggiunto l’obiettivo formativo: trasmettere abilità e competenze che quel corso, invece avrebbe dovuto trasmettere.
Per tutta riposta, invece di vedere questa critica costruttiva per impegnarsi nel migliorare, sono stata gentilmente invitata a lasciare il corso!
A me tale risposta ha lasciato di stucco! Soprattutto perché ho specificato il motivo che mi ha spinto a scrivere la mia critica costruttiva, dai toni molto pacati e rispettosi del lavoro e dell’operato altrui.
Questo mi ha fatto arrivare alla conclusione che ci sono persone che non hanno capito la differenza di un commento, di un feedback che, se usato al meglio, possa aiutare a migliorare se stessi. A quanti non capita di rispondere a questionari che valutano il nostro grado di soddisfazione rispetto a un prodotto o servizio? Anche in vacanza i tour operator lo fanno e li leggono con attenzione!
Io stessa mi sono resa conto che sono riuscita a raggiungere i miei traguardi professionali, proprio perché sono sempre molto attenta alle critiche che mi vengono rivolte, soprattutto quando sono motivate da valide argomentazione, sono per me il sale vitale per il mio sviluppo professionale continuo.
Dico continuo perché sono convinta che non vi sia mai fine alla possibilità di migliorare se stessi
Voi cosa ne pensate? A voi sono successi episodi così?
Vi invito a raccontare il vostro punto di vista per aprire un dibattito e un confronto sui comportamenti e gli atteggiamenti da tenere quando si fanno delle critiche costruttive.
Ps: definisco cosa intendo con l’espressione critica costruttiva. Una critica è costruttiva quando non si prende di mira la persona in quanto essere umano, ma solo il comportamento in quella determinata situazione, quindi un contesto specifico.



June 17th, 2009 - 3:08 pm
Nella mia esperienza personale e lavorativa ho notato che le persone meno propense ad accettare critiche spesso mostrano un comportamento di completa “sottomissione mentale” a una particolare persona; la fonte della critica diventa molto più importante del suo contenuto.
Questo credo sia un simplice indice di insicurezza (non si accettano critiche dagli altri, ma a qualcuno ci si affida completamente). Un indice molto rischioso perché impedisce di porre correzioni costruttive alle proprie azioni o ai propri corsi :), ma mi sembra un meccanismo del tutto normale, nell’ottica di filtrare le troppe informazioni a cui siamo sottoposti ogni giorno.
June 22nd, 2009 - 6:22 pm
Si certo sono d’accordo con tutto ciò che dici, ciò che mi ha colpito è stata questa reazione così esagerata, che , invece di venire da me per chiedermi meglio cosa è successo, mi ha completamente evitato, io ho poi continuato e finito il corso soprattutto per rispetto alla parola data, mi ero già iscritta!
E anche nei giorni seguenti questa persona mi ha evitato, addirittura vedevo la fatica che aveva nel ricambiare il mio “sorridente” saluto!
Sicuramente le pressioni lavorative oggi sono veramente molte, e capisco anche che ci siano tante persone che criticano tanto per il gusto di farlo, tanto per dire qualcosa.
Forse questa persona è sottoposta a tante di quelle pressioni che le hanno fatto perdere di vista le “persone” in quanto essere umani!
Grazie per questo contributo farò prezioso tesoro di quanto hai scritto.
Ci vediamo al prossimo post
December 9th, 2009 - 7:47 pm
C’è molta permalosità in giro che spesso va a braccetto con mania di grandezza e agressività , se al tutto uniamo la prepotenza mediatica distribuita a piene mani da molti politici ( come ha appena fatto notare il Presidente della Repubblica ) ci troviamo un bel mescolone pronto ad esplodere in qualsiasi occasione , anche la più banale . Ad inizio anno ho personalmente subito un’esperienza di lavoro dai tratti molto simili , e ( fortunatamente ) assolutamente unica ( tanto che ancora oggi non mi pare possibile ) , dato che mi ha creato problemi notevoli . Si tratta di questo , avendo un’attività commerciale avevo spesso problemi con un’azienda fornitrice , mi capitava di avere risposte alle mie richieste in tempi troppo lunghi , per cui dopo essermi lamentato direttamente con il personale mio referente e non avere ottenuto nessun miglioramento ho chiesto direttamante del titolare , che dopo avere ascoltato le mie educate ragioni si prese una giornata di tempo per fare delle verifiche . Quando mi richiamò mi chiese se io fossi sicuro di quanto affermavo , al che risposi che non avrei certo chiamato se non fossi stato certo di quanto asserivo , e quello per bella risposta mi invitò a trovarmi un nuovo fornitore , questo dopo una decina d’anni di rapporti senza problemi . Mi informai anche presso un avvocato , ma mi resi conto che un pò per la velocità della nostra giustizia e un pò per ragioni economiche non avevo altra scelta che trovare un fornitore nuovo (fatto).
Cordialmente
Mauro Piccoli