Ho pensato di pubblicare le domande più frequenti che mi vengono rivolte sulla comunicazione non verbale.
1. È possibile capire la personalità attraverso la comunicazione non verbale?
Non possiamo desumere la personalità osservando solo esclusivamente la comunicazione non verbale. È però vero che ci sono caratteristiche stabili che una persona fa trasparire dalla comunicazione non verbale. Ad esempio il tipo di abbigliamento o la pettinatura. Osservando l’espressività del volto si possono fare altre inferenze, ad esempio dire che una persona è solare perché è spesso sorridente. L’importante è non generalizzare, né etichettare. È importante osservare l’interazione nel momento preciso in cui avviene, capire il motivo e l’obiettivo dell’incontro.
2. Posso dare un’immagine più sicura di me mediante la postura?
Assolutamente si. Una postura eretta, spalle dritte, appoggiati in modo simmetrico sulle gambe e lo sguardo in linea con il capo. Le braccia sono morbide lungo il corpo, trasmettono un messaggio di calma e di sicurezza interiore, che l’altro evince dall’osservazione globale del comportamento non verbale. Lo sguardo è, secondo me, il primo strumento che abbiamo a disposizione per trasmettere diversi significati, e uno di questi è proprio la sicurezza. Non a caso esiste il detto “gli occhi sono lo specchio dell’anima”.
3. Una donna che si tocca di frequente i capelli sta tentando di sedurre?
Ci sono segnali del corpo che indicano azioni ben precise e le persone che le lanciano ne sono ben consapevoli. Prima di dire che una donna sta lanciando messaggi volti a sedurre si deve valutare bene il contesto in cui avviene l’interazione. Ci sono gesti uguali che hanno significati completamente diversi tra loro. Il passare le dita fra i capelli può essere anche un segnale di tensione, così come il giocherellare con una ciocca di capelli. Prima di generalizzare il significato di un gesto cerchiamo di valutare bene la situazione e il motivo dell’incontro, si potranno così evitare spiacevoli fraintendimenti.
4. Chi non guarda negli occhi ha una personalità schiva?
In generale si può dire che chi, abitualmente, non guarda l’interlocutore negli occhi, è una persona che tende ad evitare il contatto diretto con gli altri. Ma a volte, quando incontriamo una persona a noi non gradita, tendiamo a non guardare negli occhi perché, in questo modo, acceleriamo la chiusura della conversazione. Il non guardare negli occhi può avere una moltitudine di significati, e per rintracciare quello vero, come al solito, dobbiamo valutare l’istante specifico in cui avviene l’interazione. Se riflettiamo, ci sono diverse occasioni che ci spingono a non volgere lo sguardo verso gli occhi dell’interlocutore che esulano, da caratteristiche intrinseche di personalità. Ad esempio: siamo di fretta, invece, di guardare l’interlocutore, il capo è volto in avanti perché indica la direzione che vorrebbe prendere ora, senza perdere altro tempo.


