Consigli in pillole su come affrontare il colloquio di lavoro.
- Cosa guardano i selezionatori ad un colloquio di lavoro?
Il selezionatore ha a disposizione pochi minuti per valutare il candidato quindi, si avvale delle informazioni che trae dall’osservazione del comportamento non verbale. A partire dall’abbigliamento curato, ai capelli che devono essere in ordine. Il colloquio di selezione inizia dall’istante in cui si entra e si dice ” buon giorno”.
- La stretta di mano. Si valuta il modo in cui si porge e si stringe la mano. Stretta di mano sicura e decisa dà una buona impressione. Se invece, il candidato porge la mano mollemente, non parte con il piede giusto.
- Stare seduti. Accomodarsi sulla sedia indicata in modo composto. Evitare di appoggiare i gomiti sulla scrivania, guardare negli occhi il selezionatore è indice di interesse e di ascolto.
- Il paraverbale. Tutti gli aspetti paraverbali della voce contano. Perciò usare un volume adeguato alla stanza del colloquio. Ricordiamo che un volume basso costringe il selezionatore ad una maggiore fatica per comprendere, potrebbe stancarsi, inoltre, il volume troppo basso, può far presumere insicurezza.
- Ascolto attento e fare domande. Esercitare un ascolto attivo. A volte ci sono candidati che temono di fare domande. Invece, chiedere ulteriori informazioni sulla posizione in oggetto, è indice di interesse.
- Naturalezza. Imparare a gestire la propria comunicazione non verbale non significa creare un comportamento finto. Durante un colloquio di lavoro, non si deve limitare in modo eccessivo la propria spontaneità perché andrebbe a discapito della personalità. Gli studi sulla comunicazione non verbale hanno dimostrato che non esiste un’unica interpretazione per gesti e posture, perché oltre a fattori emotivi, possono esistere altre cause determinati un particolare comportamento non verbale. Infatti, ogni selezionatore non basa il colloquio solo sulle informazioni ricavate dall’osservazione della comunicazione non verbale del candidato, sarebbe troppo limitante, egli compie un’analisi integrata anche di altri fattori non meno importanti, come le competenze e le conoscenze acquisite.
2. Anche la voce fa parte della comunicazione non verbale?
Si. Volume, tono e velocità sono definiti aspetti paraverbali, sono anch’essi compresi nella comunicazione non verbale. La voce contribuisce a dare una certa idea di noi, del nostro carattere e delle emozioni che stiamo provando. Nel parlato, la voce può rendere più interessante un discorso, perché calibrando e modulando la sua intensità ci aiuta a rendere più vivo quanto stiamo dicendo.


