Ho appena terminato una serie di corsi di formazione sul tema della Selezione del Personale. I partecipanti volevano scoprire questo mondo e iniziare il loro percorso professionale in questo ambito.
È un universo eterogeneo, complicato, delicato ma affascinante, chiunque voglia intraprendere questa professione deve essere disposto ad impegnarsi seriamente nel percorso formativo che non è certo facile. È necessaria fatica, si devono abbandonare schemi mentali e preconcetti, perché il selezionatore è un professionista che deve avvalersi di una metodologia che gli permetta di fornire una valutazione oggettiva del candidato preso in esame.
Questa prefazione è necessaria per introdurre il tema della motivazione e linguaggio del corpo.
Se voi non siete veramente motivati riuscite ad impegnarvi al 100% per raggiungere un obiettivo?
Ecco perché la prima cosa che faccio prima di iniziare ogni percorso formativo è valutare la motivazione dei singoli partecipanti.
Chiedo quali sono i loro obiettivi, in questo modo scopro la motivazione.
A volte succede però, che non dicano la verità, come lo scopro?
È sempre il linguaggio non verbale che rivela le vere intenzioni.
Vi chiederete perché mentire, perché non dire quali sono i veri obiettivi?
Sono infiniti i motivi: alla base c’è la paura del giudizio degli altri:
- paura di fare brutta figura;
- timore di rivelare se stessi;
fare il ruolo del buon soggetto invece è più conveniente, limita l’ansia e ci permette di non scoprire cose di noi, che vogliamo tener celate.
Però, ai fini formativi per me è essenziale scoprire la verità.
Se noto una comunicazione non verbale NON coerente con quanto mi viene detto, “drizzo le antenne” e vado a caccia di altri indizi.
Ad esempio:
- Faccio domande di verifica.
- mentre ascolto la risposata guardo il modo in cui mi viene data.
- Ascolto il paraverbale: ci sono esitazioni sottoforma di locuzioni (ehmmm, ma…); il volume della voce si abbassa?
- Guardo molto lo sguardo: evita il mio?
- La cinesica può essere indice di agitazione. i movimenti sulla sedia sono nervosi?
E via così fino a fare ammettere il reale obiettivo.
Ma questa indagine non la faccio perché è mia intenzione mettere a disagio, AL CONTRARIO, scoprire la verità mi permette di non far perdere tempo al partecipante su argomenti che, in realtà, non sono di suo reale interesse.
Non pensate che così, questi possa ottimizzare il suo impegno?


