Sono reduce da una conferenza che mi ha fatto letteralmente dormire!
L’oratore, un tecnico assolutamente esperto nel suo campo, capace e professionalmente riconosciuto, però è un pessimo oratore! Ha iniziato con un incontrollabile balletto lungo tutto il piccolo palcoscenico che aveva a disposizione, ciondolando da una parte e dall’altra con le gambe, muoveva il busto come se fosse una marionetta impazzita.
E, come se non bastasse aggiungeva movimenti con le braccia come se fosse un direttore di un’orchestra “scampanata”.
Risultato? Profondo mal di testa, mi sembrava di seguire un pendolo per ipnosi! E non solo, ma ho perso gran parte del succo del suo discorso, perché ero continuamente distratta da tutti i suoi movimenti senza finalità comunicativa.
Parlare in pubblico è un’emozione bellissima, ed io la conosco molto bene visto che ci sono abituata. Ma, se vogliamo che le nostre parole facciano breccia dobbiamo guidare i nostri ascoltatori lungo il filo del nostro discorso, in modo funzionale, accattivante che risulti interessante e stimolante.
Abbiamo a disposizione un potente strumento comunicativo: il nostro corpo, tutto il corpo, usiamolo dunque!
Ma in modo consapevole. Ogni gesto deve accompagnare le parole che diciamo, ma non deve essere un continuo movimento senza scopi.
I partecipanti ai miei corsi mi fanno sempre tutti la stessa domanda:”Dove metto le mani?”
Semplice: se mentre parliamo, usiamo la gestualità per accompagnare le parole, esse non solo danno enfasi al discorso stesso, ma ci aiutano a placare quell’ansia fastidiosa che, soprattutto all’inizio, ci prende e ci condiziona.
Vi sconsiglio una cosa, però: NON passeggiate ininterrottamente avanti e indietro lungo il vostro “spazio scenico” fa letteralmente girare la testa.
Si certo, è giusto muoversi, ma ogni tanto, e i movimenti devono sempre avere finalità comunicativa.
Ad esempio, per sottolineare un concetto particolarmente importante, fare due passi avanti verso il pubblico, aiuta ad enfatizzarne l’importanza, è un movimento “ad effetto” come lo chiamo io.
Se volete altre indicazioni pratiche su come utilizzare il linguaggio del corpo per parlare in pubblico non dovete fare altro che scrivermi sul blog indicandomi le vostre specifiche domande.



January 8th, 2010 - 5:26 pm
Il mio non è proprio un commento, il mio vuol essere più che altro un preblema.
non è che io voglia fare l’oratore per un grande pubblico ma effettivamente noto che tante volte mi è difficile FARMI SENTIRE.
eppure non sto dicendo “cavolate” ma probabilmente non riesco ad attrarre su dime l’attenzione dovuta, sicuramente dovuta alla mia insicurezza nel propormi. Tengo a precisare che non sto parlando di discorsi preparati ma naturalmente di interventi verbali istantanei, insomma come esprimere la propria opinione difronte ad un problema che è appena avvenuto.
in poche parole c’è un modo per accrescere la propria auto stima, sentirsi più sicuri di quello che si dice, anche se fossero cavolate, avere almeno il piacere di sentirle apprezzate o disprezzate, ma non la totale indifferenza.
In qualunque caso Vi ringrazio per l’attenzione.
Paolo
January 21st, 2010 - 8:35 pm
Che credo Paolo la tua domanda sia di fondamentale importanza ecco perchè ti rispondo scrivendo un post completamente dedicato a questo argomento, puoi leggere l’articolo su questo blog dal titolo “Lavorare su se Stessi per Ottimizzare il proprio stile comunicativo” nella sezione Storie Reali.
Spero Possa esserti di aiuto, Sono a tua Disposizione per Rispondere ad altre domande
Patrizia