Emozioni e personalità svelate dal viso
“Le passioni, i desideri e le paure ci impediscono di pensare. Le emozioni sono come dei cavalli selvaggi che l’intelletto deve imbrigliare come un’auriga.” Platone
La comunicazione non verbale è la tela grezza sulla quale di esprimono le emozioni da noi provate.
Dalla tela grezza del nostro corpo le emozioni vengono espresse agli occhi degli altri.
Il viso è una tela bizzarra e capricciosa. Proprio come un artista non mostra il suo dipinto fino a lavoro ultimato, così la nostra volontà vorrebbe nascondere le emozioni che prova.
Il linguaggio del corpo non sempre riusciamo a controllarlo. Questo lo sappiamo tutti. Così le emozioni provate vengono smascherate da segnali visibili sul volto, dalla postura e dai movimenti.
Così sveliamo anche tratti di personalità.
Chi ha un carattere più riservato riesce a nascondere meglio le emozioni provate. Riuscendo così a non rivelare parti intime di sé, perché è abituato ad avere un controllo maggiore sulla sua comunicazione non verbale.
Non dobbiamo però farci sviare dalla singola espressione elicitata da quella situazione momentanea, per individuare caratteristiche costanti di personalità. Ricordiamo sempre che possiamo rispondere alle situazioni in tanti modi diversi. Non esistono equazioni comportamentali. Non è sempre vero che chi s’imbarazza è timido o che l’estroverso non provi mai imbarazzo.
Cosa mostra il viso?
Imbarazzo: con lo sguardo, perché lo si distoglie dall’interlocutore, abbassandolo o deviandolo. Sul viso compare rossore, le pupille si dilatano per effetto della dilatazione dei vasi sanguigni, piccole gocce di sudore fanno capolino sulla fronte, aumenta la tensione muscolare e anche la respirazione ne risente, diventa irregolare. Tanto più il carattere di una persona tende alla timidezza, più è probabile che queste manifestazioni siano più accentuate rispetto ad un altro individuo meno timido.
Rabbia o aggressività: Gli occhi sono stretti, diventano due piccole fessure. La mascella si serra. Ci sono persone che caratterialmente sono più seriose di altre. E tendono a mantenere la muscolatura del viso sempre piuttosto tesa. Gli occhi sono sempre un po’ socchiusi e i muscoli della mascella contratti. Così tendiamo ad attribuire una personalità più scontrosa perché leggiamo nelle espressioni del volto una presunta ostilità.
Il volto è il primo a rivelare le intenzioni.
Se la controparte è aggressiva lo evidenzia subito: il sorriso è tirato e il suo sguardo non cerca il mio. Ma è volto da un’altra parte. Con supponenza. Provate a farci caso. Vedrete che prima vi guarderà negli occhi, per poi spostare subito lo sguardo altrove.
A me piace molto osservare l’espressione che si disegna sul volto del mio interlocutore. Spesso mi rivela molte più cose di quante in realtà ne voglia dire a parole! Il volto è un gran rivelatore. Se poi il nostro interlocutore non è un osservatore attento come noi, ecco che nemmeno si accorge della nostra abilità, e questo è un gran vantaggio. È come possedere un mare infinito di informazioni. Che noi possiamo usare per regolare l’andamento della relazione comunicativa.
Ognuno di noi osserva qualcosa. Tu cosa osservi? Scrivilo sul blog.