“ Il volto umano – a riposo e in movimento, in punto di morte così come in vita, in silenzio e nel parlare, visto o sentito dall’interno, nella realtà o rappresentato in forma artistica o ripreso da una telecamera – è una fonte di informazioni complicata che si impone e a volte confonde.”
Ekman, friesen e Ellsworth, 1972
Questa nuova serie di articoli ha l’obiettivo di dimostrare, anche ai più scettici, che è possibile individuare e dare un significato alle espressioni del volto, grazie alle prove fornite da questi importanti studiosi. E che, dunque, ci forniscono non solo le prove certe, ma anche le modalità, medianti le quali capire ed interpretare il nostro interlocutore, soprattutto quando mente.
Questi studiosi, già citati negli scorsi articoli, hanno compiuto uno studio approfondito sulle espressione del volto umano con l’obiettivo di fornire interpretazioni e significati alle espressioni facciali, a questo proposito hanno fondato il Programma Espressione Facciale, esso è una rete di assunzioni, di teorie e metodi che sono emersi dallo studio approfondito del volto umano.
Vi riporto i punti principali, ben sintetizzati in articolo di James A.Russell e Josè Miguel Fernendez-Dols, chi volesse approfondire la sistematicità di questi studi può consultare l’interessante testo dal titolo “Psicologia delle espressioni facciali” a cura di questi autori, edizione Erickson.
Al Programma delle Espressioni Facciali va il merito di aver individuato due punti salienti:
1 – l’universalità delle espressioni facciali;
2 – la natura dell’emozione e il suo legame con i volti.


