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Per evitare confusione credo sia fondamentale definire cosa intendo quando parlo di Espressione Facciale. E in questo ci aiutano le ricerche di Fijda e Tcherkassof.
L’espressione facciale si riferisce a un comportamento facciale che suggerisce un significato emozionale a un osservatore esterno. E che, la sua manifestazione sottenda un sentimento interno indipendente a cui il comportamento chiamato espressione viene aggiunto come extra.

Questa considerazione ha un’importante applicazione sul lato pratico, che ci coinvolge continuamente nelle nostre interazioni interpersonali.
Come? Semplice, non è detto che un’espressione facciale corrisponda esattamente al pensiero o al sentimento provato in quel momento.

Questo perché il movimento dei muscoli coinvolti nelle espressioni facciali sono sotto il controllo volontario, per cui, ognuno di noi, può volontariamente controllare la propria mimica e contemporaneamente pensare esattamente all’opposto.
Questi autori hanno fatto un grande passo avanti nelle ricerche, perché hanno capovolto il modo di pensare al significato delle espressioni del volto.  

Lo studio dell’espressione facciale ha avuto origine, in buona parte, dal problema filosofico della conoscenza delle altre menti. Attraverso di esso si è cercata una soluzione al problema di come sia possibile conoscere i sentimenti altrui.

Finalmente, il dogma è stato superato solo quando è stato riconosciuto il fatto che la percezione del significato emozionale non implica necessariamente l’attribuzione di sentimenti interni.
Ecco perché io sostengo a gran voce che non possiamo attribuire un significato univoco e sicuro ad un’espressione. 

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19 Responses to “Le espressioni facciali per leggere nella mente?”

  1. ottavio

    mi piacerebbe saperne di più su come imparare a riconoscere le espressioni facciali. odio le persone false e vorrei imparare a riconoscerle

  2. patrizia

    Si, Ottavio sono d’accordo con te: la falsità non fa mai piacere, è una caratteristica che tutti noi vorremmo non solo eliminare ma riconoscerla per impedire che possa farci del male.
    A questo proposito ti suggerisco un libro molto utile, carino e semplice scritto da due studiosi delle espressioni facciali. Essi hanno compiuti studi specifici sulle espressioni facciali individuando quei tratti e movimenti che possono essere indici di falsità. Il testo s’intitola “Giù la maschera” di Paul Ekman e Wallace V. Friesen, edizione Giunti. Vedrai ti piacerà. Nel mio videocorso sul linguaggio del corpo tratto proprio questo specifico argomento legato a capire come interpretare le espressioni del volto per individuare la menzogna.
    Servono attenzione, osservazione e pazienza per allenarsi a questa abilità, ma ricorda sempre di non attribuire un significato univoco alle singole espressioni, perché il loro significato dipende sempre da diversi fattori: contesto, tipo di relazione, obiettivo dell’interazione.
    Il linguaggio del corpo è un mondo affascinante ed entusiasmante, a me personalmente ha aiutato ha sviluppare una profonda consapevolezza del mio linguaggio del copro aiutandomi così a capire come utilizzare questo linguaggio per dare di me l’esatta impressione che voglio dare, con semplicità ed obiettività, rimanendo sempre me stessa. Ho capito che avere il controllo sul proprio linguaggio del corpo non significa diventare “un altro” ma semplicemente aiuta ad essere più naturali perché più sicuri di sé.

  3. carlo

    io sono un auto didatta cerco di fare domande schiette e molto inaspettate…secondo me è uno dei modi più efficaci mi ci sono sempre trovato fino ad ora.

  4. patrizia

    Si appoggio in pieno, perchè è il modo pratico e diretto che consente davvero di avere informazioni sicure, perchè la reazione immediata dell’interlocutore è diretta e non veicolata dal pensiero, nel senso che, la domanda è così inaspettata che supera, in velocità i tempi di reazione.

  5. daniele

    Ciao Patrizia, volevo sapere se una persona nel momento che ti risponde ad una domanda volge lo sguardo a dx in basso stia dicendo la verità o mentendo.
    Grazie Daniele

  6. patrizia

    Daniele, non so se la persona in questione abbia mentito oppure no, come lei ha notato ogni gesto, sguardo e movimento del corpo, assumono un vero significato solo se inserito nel contetso, questo perchè troppe variabili intercorrono:
    forse è una persona timida, forse ha evitato il suo sguardo per timore del suo giudizio ….
    Il fatto che la persona in questione non l’abbia guardata in volto durante la risposta, è un indizio che le fa presumere una menzogna, bene questo è solo il punto di partenza che le permette di andare alla ricerca della verità, come fare? Faccia domande, provi a ritornare sull’argomento in momenti diversi, se la persona ha mentito prima o poi si tradisce, il linguaggio del corpo è una fonte inesauribile di messaggi, che rappresentano solo degli indizi, non permetta ad un pregiudizio di condizionare le sue conclusioni oggettive.
    Spero di esserle stata utile
    Patrizia Marzola

  7. Sam

    <p>Il volto è la parte del corpo con cui riusciamo a mentire meglio. Distogliere lo sguardo durante una conversazione non implica necessariamente una menzogna. Spesso distogliamo lo sguardo per non rimanere influenzati dalle parole altrui, riuscendo così a formulare meglio un nostro pensiero. Guarda il movimento delle labbra, la postura e soprattutto le gambe ed i piedi. Quest\’ultimi sono la parte più sincera del corpo umano.</p>

  8. marco

    ciao Patrizia

    ma il libro di Ekman descive benissimo come riconoscere le emozioni fondamentali come rabbia e paura e ne da anche giustificazioni psicologiche. L’ho trovato decisamente buono. Sai suggerirmi qualche libro o manuale che illustri tutti gli altri significati delle espressioni del volto? Che parli ad esempio dell’ansia, della superbia e così via. Magari anche delle posizioni del capo. Che vuol dire una data espressione associata ad un capo inclinato? Ci sono un milione di sfumature che non riesco a giustificarmi tramite il libro di Ekman.

    grazie, ciao
    marco

  9. Rossana

    ciao Patrizia,
    il tuo punto di vista a riguardo mi sembra molto interessante,
    potresti consigliarmi altri testi riguardanti, nello specifico, lo studio delle espressioni facciali soprattutto dal punto di vista sociologico;
    me ne saresti grata,ne ho bisogno per un eventuale progetto di tesi, ma purtroppo non ho ancora spunti di ricerca,

    grazie mille
    ciao

  10. Michele

    Ho un problema con una persona che mi disturba con il telefono e io credo sia un parente, da quando è iniziata questa storia ogni volta che mi vede mi evita ultimamente ha anche abbassatto lo sguardo apena mi ha visto potrebbe volermi dare inconsapevolmente la conferma che è lui?

  11. Marco

    Cari lettori, recentemente ho appreso la tecnica Facial Action Coding System (all’università di Trieste - corso supervalido!). E’ un metodo sistematico e affidabile di analisi delle espressioni facciali,
    molto valido. Vorrei sapere se qualcun altro di voi lo applica e poi se applicate altri simili tecniche valide - non solite indicazioni approssimative (in Italia ci sono pochi che realmente sanno leggere CNV).
    Fatemi sapere

  12. patrizia

    Ciao Michele. Potrebbe, ma non è detto. Magari lo fa perché non vuole vederti, ad esempio. Io posso suggerirti una cosa molto pratica, la prossima volta che lo incontri, se lui sposta ancora lo sguardo, tu cerca il suo contatto con gli occhi. Io lo faccio sempre, quando vedo che c’è una persona che evita di proposito il mio sguardo, io lo stimolo continuando a cercare il suo, e non lo mollo.

    In questo modo se lo sostiene significa che non vuole sfuggire, e quindi possiamo intavolare un dialogo aperto, se continua a scostarlo, mi fa capire che il mio sguardo le da’ fastidio, e dò sostegno alla mia insistenza visiva chiedendole una conferma diretta: perché non mi guardi?

    Credo sia doveroso in questa sede, ricordare che il linguaggio del corpo dà dei segnali, che vanno interpretati, ma che non sempre un gesto o una espressione possano avere il significato che noi le attribuiamo, perché c’è tanta variabilità soggettiva: carattere, situazione, contesto ……

    Proviamo a pensare ai tanti significati che uno sguardo evitante può assumere:
    - Evito lo sguardo perché non mi piaci
    - Evito lo sguardo perché sono timido
    - Evito lo sguardo perché non ho voglia di parlare
    - ecc…

    Quindi l’unico modo per capire il linguaggio del corpo è unire tutti i singoli messaggi che ogni parte dell’individuo invia, senza mai dimenticarci del contesto che circonda la relazione in corso!
    Capire ed interpretare il linguaggio del corpo si può, ma serve tanto, tanto, tanto allenamento …. buon lavoro!

  13. Erika

    Gentile Dott.ssa Patrizia Marzola,
    ho un grande problema con un ragazzo che mi piace e spero che lei mi possa aiutare a interpretare i suoi atteggiamenti.
    Questo ragazzo è il fratello di una ragazza conosciuta molti anni fa e ha 3 anni in più di me (è appena diventato maggiorenne). Non abbiamo mai parlato e non si è mai presentato. Mi sono accorta della sua presenza circa 2 mesi fa, perchè sentendomi osservata sul tram, un giorno ho alzato lo sguardo e l’ho notato per la prima volta.
    Passano i giorni e tra di noi ci sono sempre sguardi, a volte che durano anche più del dovuto. Lui tende a guardarmi con la coda dell’occhio e a volte però anche normalmente, magari quando vede che sono impegnata a scegliere la canzone da ascoltare nel mio mp3. Ogni giorno succedono delle situazioni diverse, che non mi permettono di interpretare cosa pensa o cosa vuole comunicarmi. Adesso gliene elenco alcune:
    -Mi guarda cantare e quando mi giro e ci guardiamo negli occhi, lui assume un’espressione che indica stupore e paura e anche un’altra emozione che non riesco a capire e il suo corpo risulta teso. E’ come se i suoi occhi comunicassero la seguente frase: ” Ha visto che la guardavo. Adesso cosa faccio?”, poi con un movimento davvero veloce distoglie lo sguardo e fino a quando non scendiamo dal tram continua a non guardarmi.
    -Evita il contatto fisico con me: anche se mi metto davanti a lui, rimane lontano da me e cerca in tutti i modi di non toccarmi, neanche sfirarmi.
    - Una volta è capitato che non ci siamo visti sul tram e appena sono scesa era li davanti a me. Lui stava ridendo per qualcosa detta dai suoi amici e quando mi ha guardata si è paralizzato. Io l’ho guardato con una faccia molto dispiaciuta e anche arrabbiata perchè quella mattina non ci eravamo visti. Però successivamente mentre percorrevo un tratto di strada per andare a scuola lui che prima era lontanissimo con i suoi amici ha iniziato a camminare più velocemente e ad un tratto è apparso di fianco a me, e con il suo gomito sfiorava il mio. Il problema è che continuava a parlare con i suoi amici e io facevo lo stesso con i miei.
    - Quando si rende conto che lo guardo, tende a toccarsi le labbra, i capelli, le guance o il collo e aprire o chiudere la cerniera della giacca.
    - Quando io e lui siamo abbastanza vicini e mi vede parlare con i miei amici mi guarda in modo dispiaciuto e poi come se mi volesse fare un dispetto incomincia a parlare con delle ragazze che non saluta quasi mai. A volte tende anche ad alzare molto la voce, come se volesse catturare la mia attenzione.
    - Qualche volta, avendo trovato posti a sedere sul tram ne occupa due mettendo sopra uno la cartella, che poi toglie quando salgo, e mi guarda con uno sguardo di sfida, come se volesse che io mi sedessi di fianco a lui, ma a causa della mia forte timidezza non lo faccio. Un giorno ero l’ultima a scendere dal tram e lui anche se vicinissimo alle porte ha fatto scendere tutti ed è come se mi avesse aspettata. Io però mi sono comportanta in modo stupido, perchè mi sono sentita in imbarazzo e ho fatto la prima cosa che mi era venuta in mente cioè guardarlo un pò male e scendere da un’altra uscita.
    -Gli sguardi ci sono, e se nè resa conto pure una mia amica che un giorno mentre leggevo un annuncio lui mi è passato davanti e lei mi ha detto “Ti ha guardata con uno sguardo molto provocante, come se ti volesse baciare violentemente.”
    -Ho provato ad aggiungerlo come amico in una chat, ma non mi ha accettata. Gli ho mandato un messaggio sempre in questa chat con scritto se per caso gli avessi fatto qualcosa o se alcuni miei atteggiamenti gli avessero dato fastidio. Lui mi ha risposto dicendo che non sapeva chi fossi e che forse mi sbagliavo e mi ha chiesto se conoscevo sua sorella. Io ho risposto dicendogli che allora visto che non sapeva chi fossi mi sbagliavo. Ma io credo che lui sappia chi sia, perchè i miei amici sul tram mi chiamano spesso e poi una mia amica che sa che mi piace, tende molto spesso a chiamarmi soprattutto quando lui è vicino a noi.
    Dopo questo messaggio lui per più di 3 giorni ha smesso di guardarmi sul tram e ha ricominciato da poco.
    A me lui piace davvero molto, lo vorrei conoscere però non sò come comportarmi. Avrei veramente bisogno di un aiuto.

    Grazie mille.

  14. Susi

    x Marco: anch’io ho partecipato al corso sulle espressioni facciali (metodo facs) a Trieste. Ho visto che ad ottobre invitano Erika Rosenberg, consulente scientifica del telefilm Lie to Me. Sono molto affascinata da questa tecnica, io mi iscrivo. Per chi è interessato dia un’occhiata al sito: http://www.facsitlay.it.

  15. amelia rizzo

    vorrei sapere se voi siete in grado di capire quando una persona mente.

  16. patrizia

    Le ricerche compiute in questo settore suggeriscono che le espressioni facciali sono indici di menzogne quando:
    - Le espressioni che appaiono sul viso non sono simmetriche
    - Quando sono rigide
    - Le espressioni sincere rimangono sul volto per qualche istante, pertanto anche la variabile “tempo”, può essere indice di “menzogna” o “verità”

    Ma, aggiungo io, il tutto è sempre interpretabile, solo ed esclusivamente se legato al contesto preciso di quella situazione, non si può mai, in nessun caso, generalizzare un significato, se così si facesse, si rischia di incorrere in fraintendimenti e confusione.

  17. Antonella

    Ciao Patrizia,
    Le mie due ultime storie sono finite a causa delle numerose mensogne. L\’ultimo era così bravo a mentire che lo ha fatto per un anno, mi ha mentito anche sul suo lavoro,sul fatto che aveva affittato una casa, ec…. molte cose le ho sapute dalla sua ex.
    Mi chiedo : sono così \"tonta\" che non me ne sono accorta? O è stato bravo lui?
    Grazie mille per una sua risposta
    Antonella

  18. robby

    x susi e marco, ho partecipato al corso di Trieste, sia il base che l’avanzato con prof. kermol come voi e sono già iscritto alla sessione della Rosenberg di Ottobre al n. 34, se venite ci vediamo in autunno, con un gruppo di amici stiamo organizzandoci per l’esame di codificatori certificati. eptaedro@gmail.com.
    Sicuramente come dice Patrizia non è assolutamente una cosa facile (per codificare 35 filmati di 4-5 secondi cad.no viene stimato un’impegno di circa 12 ore) forse qualche espressione si coglie al volo ma bisogna prenderla con le pinze e sicuramente la professionalita ricavata da anni di lavoro ed una laurea non sono sostituibili da un fai da te. grazie Robby

  19. patrizia

    Ringrazio Robby per il suo prezioso commento perché per poter interpretare il linguaggio del corpo si deve andare oltre l’osservazione spiccia, quella che induce alla banalità, forse è a causa di interpretazioni poco affidabili che il linguaggio del corpo viene , a volte, sottovalutato.

    Io personalmente, continuo ad allenarmi costantemente alla preziosa arte dell’osservazione del linguaggio del corpo, è prezioso non lasciarsi ingannare da riposte facili, perché i comportamenti manifesti sono raramente il frutto di conseguenze banali.
    Sono contenta di sapere che sono sempre di più le persone che credono come me, al NON DARE PER SCONTATO i significati che ognuno di noi può dare a gesti, movimenti, espressioni, posture, sguardi, toni emotivi, e qunat’altro faccia parte del linguaggio del corpo.

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