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Con morfologia s’intende la forma che assume il viso in conseguenza di un’emozione, su specifiche alterazioni dei lineamenti e delle rughe che si dipingono sul volto, caratteristiche di una specifica emozione.
I ricercatori Ekman e Friesen nel corso delle loro ricerche suggeriscono dove andare a cercare Indizi Rivelatori per ciascuna delle 6 emozioni esaminate: felicità, sorpresa, paura, rabbia e disgusto.

Le ricerche hanno messo in evidenza che quando una persona cerca di controllare la mimica concentra i propri sforzi sulla bocca e meno sugli occhi o sulla fronte. Questo forse perché tutti noi abbiamo maggior controllo volontario della bocca, quindi maggior consapevolezza della sua azione. Per modulare la mimica per accentuarla o attenuarla si interverrà più facilmente sulla bocca.
1. Felicità.
È l’unica emozione che non dà luogo a specifiche mosse delle sopracciglia e della fronte. Quindi quando si cerca di attenuare un’espressione di felicità, una traccia può restare nelle guance appena sollevate e nel lieve incresparsi delle labbra e delle palpebre inferiori, anche se non si sorride.

2. Sorpresa:
È facile da simulare, perché i relativi movimenti della bocca e delle sopracciglia sono usati anche come emblemi di sorpresa. (Un emblema non è un segnale ma è un riferimento convenzionale, come una parola che denota un sentimento). Forse l’unico indizio rivelatore di sorpresa simulata sarà l’assenza delle palpebre aperte ma rilassate.
La sorpresa può essere usata spesso, per mascherare la paura, ma senza grande successo. Vi si presta per la somiglianza dell’esperienza e delle situazioni che evocano queste due emozioni, ma data la somiglianza dei movimenti muscolari è probabile che trapeli anche la paura.
La sorpresa può servire a mascherare qualche altra emozione. Alcuni infatti, reagiscono abitualmente con apparente sorpresa a qualunque informazione, per evitare di mettere in mostra la loro risposta emotiva immediata.

3. Paura:
per simulare la paura lo sguardo, generalmente è fisso e farà una smorfia impaurita con la bocca, quindi, per capire la simulazione basterà guardare la zona fronte/sopracciglia, se rimane immobile allora è simulazione. Però non è detto, perché non tutte le persone quando sono spaventate alzano anche le sopracciglia. Questo porta ad una considerazione banale, ma importante: se si conosce il repertorio mimico del soggetto allora potremo meglio interpretare il significato dell’espressione che si dipinge sul viso, altrimenti dovremo basarci su altre considerazioni che riguardano sempre lo specifico contesto in cui avviene quella determinata interazione che ha determinato quell’espressione.

[Fonte “Giù la maschera” di P.Ekman, W.V.Friesen. Ed Giunti]

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