La mimica della paura
Provare paura è una reazione “adattiva”, nel senso che questa emozione ci avverte di un pericolo e quindi ci prepara a difenderci, evitando o fuggendo dalla situazione che temiamo.
Se pensiamo alle paure irrazionali possiamo provare paura per stimoli più o meno concreti , come per esempio aver paura dell’ago o aver paura degli spazi aperti o ancora aver paura di salire in ascensore.
Nel corso della nostra crescita impariamo molto bene a prevedere un danno, a individuare un pericolo, prima ancora che ci accada, e può succedere che ci dimentichiamo che possiamo esser colti di sorpresa.
L’esempio più eclatante è la guida dell’automobile. Quando guidiamo il gesto è così automatico e l’esperienza ci rende così sicuri, che quando all’improvviso ci capita un automobilista che ci taglia la strada ecco lo spavento. L’improvvisa emozione di sorpresa si trasforma in paura, ma poi si trasforma in calma se tutto finisce bene. Questa situazione ci coinvolge in un turbinio di emozioni che spesso, ci lascia senza fiato!
La paura si distingue dalla sorpresa per tre importanti differenze:
- la paura è un’esperienza terribile la sorpresa no: la sorpresa può essere sia piacevole che spiacevole, il timore è sempre spiacevole.
La paura intensa è accompagnata da alterazioni corporee e sensazioni fisiche: impallidire, sudore, tremore, aumento del battito cardiaco e della frequenza respiratoria, si può scappare o si rimane immobili. È impossibile rimanere in questo stato per lunghi periodi, perché il terrore svuota e rende esausti. - si può aver paura di qualcosa che si conosce bene e che sappiamo sta per succedere. Esempi sono paura del dentista, paura di parlare in pubblico …
Quando invece succede qualcosa che non ci aspettiamo, ecco che paura e sorpresa compaiono insieme. - la durata: la sorpresa è la più breve delle emozioni, la paura può durare a lungo, anche se sappiamo cosa ci spaventa, questo non attenua la nostra paura.
Anche l’intensità della paura varia, a seconda della situazione e di come noi la interpretiamo a livello cognitivo.
Come riconoscere la mimica della paura?
- le sopracciglia sono sollevate e ravvicinate
- le rughe della fronte sono al centro, non attraversano l’intera fronte;
- la palpebra superiore è sollevata, quella inferiore contratta e sollevata;
- la bocca è aperta e le labbra sono leggermente tese o stirate all’indietro
** Articolo tratto da “Psicologia delle espressioni facciali” di James A.Russell, Josè Miguel Fernandez-Dols, Ed Erickson**


