Le regole di esibizione non necessariamente comportano divieti o prescrizioni assolute, ma possono invece precisare l’intensità accettabile di una data emozione.
Quindi un lieve sorriso piuttosto di una fragorosa risata, un pianto sommesso invece di scroscio di lacrime.
Ma non si nascondono o mascherano le emozioni sono perché è la cultura che lo impone , altro motivo può essere senz’altro il ruolo professionale o sociale ricoperto.
Le donne in carriera sanno benissimo che da loro ci aspetto assoluto controllo delle loro emozioni. È di uso comune pensare che solo le donne siano soggette a crisi di pianto, mentre è impensabile che gli uomini possano cedere a queste crisi.
Se una donna è giustificata per le sue crisi, non così lo è per l’uomo. Ma per entrambi questa crisi di pianto può diventare un serio problema se il loro ruolo ricoperto impone controllo e fermezza. Decisone e sicurezza. Vi immaginate vedere il vostro capo piangere?
Ho letto tempo fa in un articolo che non è più vietato piangere sul lavoro. Meno male, così non ricorriamo più in dolorose fustigazioni!
Ma gli uomini? A loro è vietato piangere? Loro non sono esseri umani?
Eppure anche il giudizio collettivo è più tollerante verso il genere femminile piuttosto che con quello maschile.
Ovviamente anche l’esigenza del momento ad imporre un certo controllo sulle proprie emozioni.
Una cosa è certa che la società condanna la menzogna se porta ad un vantaggio personale, mentre non lo è affatto con le regole di esibizione che impone. Eppure sempre di menzogna di parla!
Dunque, come riconoscere allora il messaggio spontaneo, come discriminare il messaggio autentico da quello fittizio?
Nel prossimo articolo vi parlo delle tecniche impiegate per il controllo delle emozioni.


