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Grazie agli attenti ed approfonditi studi condotti da Ekman e collaboratori abbiamo a disposizione una serie di tecniche che vengono utilizzate per controllare la mimica emotiva.

La prima è chiamata RETTIFICA-SPECIFICAZIONE
“Per rettificare o precisare un’espressione del viso, se ne aggiunge un’altra a commento di quella appena manifestata”. [Ekman et altri].
Ad esempio se il nostro capo ci chiede un giudizio su un determinato lavoro, possiamo far seriore alla prima reazione di disgusto, un’altra più positiva, nella quale cerchiamo dare un diverso significato alla prima espressone manifesta. Correggendo, per così dire, il tiro evitando spiacevoli gaffe.

“La specificazione più frequente è il sorriso, aggiunto come commento a una qualunque emozione negativa” [Ekman et altri].

Il sorriso, come già ho esposto in altri articoli funge da segnale “tranquillizzante”, dice “Calma, non sto attaccando, non dico sul serio”. Il sorriso abbassa l’aggressività, è un chiaro segnale di “pace”.
“Rettificare o specificare il messaggio è la forma più lieve di manipolazione della mimica. La distorsione è minima e di solito è dettata da regole di esibizione personali o culturali, non dal tornaconto immediato”. [Ekman et altri]

La seconda tecnica è la MODULAZIONE
Si modula l’intensità dell’emozione provata mediante la mimica.
L’intensità provata la si può calibrare modulando la durata dell’espressione, il numero dei muscoli facciali coinvolti,  la contrazione degli stessi.

Supponiamo di dover sostenere un colloquio di lavoro. Supponiamo anche che quel posto di lavoro è il nostro ideale al quale aspiriamo da molto tempo. E supponiamo ancora di essere disoccupati, pertanto quel posti di lavoro rappresenta per noi non solo soddisfazione di carriera ma anche la garanzia di un entrata fissa, che al momento ci manca. Pertanto attribuiremo a quel colloquio un alto significato.

Arriviamo al colloquio con molta apprensione. Ci fa accomodare il nostro selezionatore, che manifesta modi non garbati, altezzosi e indisponenti. La nostra ansia, passa da leggera apprensione a preoccupazione sull’esito positivo del colloquio. Pertanto dovremo importi notevole autocontrollo, soprattutto sulle espressioni che si dipingono sul nostro volto, perciò dovremo modulare ogni nostra emozione mediante la modificazione, volontaria dell’espressione che si dipingono sul nostro volto, per dare l’impressione di essere a nostro agio, mostrando calma e sicurezza.

Per attenuare l’espressione di sconforto, dovremo:
a) eliminare l’espressione di paura dalla bocca e dagli occhi. Se alziamo gli angoli della bocca, come ad accennare un lieve ed impercettibile sorriso, ammorbidiamo tutta l’espressione del volto, così anche lo sguardo risulterà più aperto, e meno ostile;
b) Abbreviare la durata dell’espressione;

La terza tecnica è la FALSIFICAZIONE
Falsificare un’emozione significa dipingere sul volto un’espressione che non corrisponde alla reale emozione provata.
Quindi possiamo:
a) Simulare, cioè manifestare un’emozione che non proviamo. Ad esempio quando un’amica ci chiede se il suo orribile cappello che indossa ci piace, e noi mostrando un esagerato sorriso, esclamiamo “Ma certo, ti sta benissimo!”

b) Neutralizzare , cioè non mostrare ciò che proviamo. Quando cerchiamo di neutralizzare la paura che proviamo per il dentista, mostrando un comportamento estremamente rigido ed eretto, per tentare di dare di noi, l’impressione di essere assolutamente coraggiosi.

c) Mascherare , cioè nascondere la vera emozione con un’altra.

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