Per riuscire a simulare efficacemente dobbiamo ricordare le sensazioni propriocettive che ci arrivano dai muscoli facciali e ricordale quando volgiamo simulare l’emozione che non proviamo.
Per riuscire a neutralizzare dobbiamo prestare attenzione ad ogni nostro gesto che si manifesta con troppa rigidità, ed ecco che verremo scoperti, perché per smascherare il bugiardo si può guardare la rigidità dei suoi muscoli e movimenti, l’intensità e la durata dell’espressione stessa.
È più facile mascherare un’emozione piuttosto che non mostrare nessuna emozione.
L’espressione che più ci aiuta, anche in questo caso è il sorriso.
Se vogliamo nascondere il fatto di non star bene, ecco che con un sorriso cerchiamo di tranquillizzare chi ci sta vicino ed è preoccupato per noi.
Comunque ricordate sempre che per scoprire chi mente possiamo considerare i fondamentali parametri di cui ci parla Ekman:
le espressioni vere compaiono sul volto in modo istantaneo, durano pochi istanti e sono simmetriche.
Inoltre i segnali rivelatori della bugia sono le posture o le espressioni troppo rigide e composte.
Ma cerchiamo sempre di capire il motivo legato a quelle espressioni, il motivo è imprescindibile al contesto in cui si sta svolgendo l’azione. Se dimentichiamo il contesto potremmo correre il rischio di ingabbiarci in standard mentali che ci impediscono di capire davvero il nostro interlocutore.
Ciò che posso suggerivi è quello di non attribuire un significato univoco ad un gesto od ad una espressione, ma cercate un feedback, segnali che possano confermare o meno la vostra ipotesi.


